Da pochi giorni è nelle librerie ‘Registi d’Italia’ di Barbara Palombelli. Lo pubblica Rizzoli, costa 16 euro e 50 (meno di quello che Alajmo chiede per un dessert) e raccoglie 38 ritratti brevi di registi italiani . Mancano all’appello Tornatore, Benigni, Rosi, i Taviani, Scola, Giordana, Citti, Mazzacurati e Piccioni ma in compenso ci sono Bertolucci, Argento, Monicelli, Olmi, Muccino, Virzì, Zeffirelli, la Archibugi, più altri trenta che la Palombelli incontra e intervista nell’arco di una mattinata o di un pomeriggio, in un bar di un hotel ( che è quasi sempre quello del Locarno, bomboniera liberty dietro a Piazza del Popolo ) in un ufficio, in un circolo di tennis sul lungotevere o nel salotto delle loro case, case che la Palombelli racconta con dovizia di particolari ( quasi tutti i registi hanno ‘un parquet lucidissimo’) e con un’ossessione per i divani (comodi, piccoli e comodi, bianchi, di pelle, ricoperti con drappi e stoffe, ecc…ecc… ).
L’altra ossessione della Palombelli è la politica. Tutti i ritratti sono sotto forma di monologo, ma nel leggerli hai sempre l’impressione di udire la voce un pò garrula della Palombelli domandare ‘ Sei di sinistra ? Quanto ti manca Craxi ? e Berlinguer ? Voteresti per Berlusconi? “.
Faccio un esempio.
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Scritto da Adriano Liloni alle 19:24, in manzi e romanzi
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