Lancillotto e il mestolo d’oro

il blog di Adriano Liloni & friends

Archivio della Categoria 'compagni di cordata'

30 Gennaio 2007

BE QUIET! it’s only a nigger….

FRANCIS VICTOR ricorda il nome di un pirata inglese abbordatore di ispanici galeoni, invece e’ solamente il nome di un ragazzo "negro", non di colore, si perche’ se sei chiamato coloured forse qualche spiraglio di vita decente puoi averlo, ma se ti dicono negro, anche senza bestiali epiteti, preparati a vivere una vita di stenti, anche nella civilissima Italia. Francis è nato in quella zona resa famosa da eventi recenti , sto parlando della zona Deltastate in Nigeria,famosa ultimamente per i "terroristi ecologici", sempre che non abbia ragione il detto non e’ tutto oro nero quel che luccica(per averne un idea andate a vedere delta state official web site) Francis non e’ un terrorista e non e’ musulmano, e’ un ragazzo nato il 13 luglio 1983, sbarcato in Italia nel settembre 2006 come rifugiato politico, conosciuto in una fredda giornata invernale, vestito di un maglione un giubbotto e pantaloni di jeans, saccoccia di Eta Beta con dentro il solito armamentario di terz’ordine, mi bussa al portone chiuso ma non col solito "Hey Mario! " bensi’ con un semplice "scusa"… Apro e la prima cosa che mi chiede e’ la toillette ….si attarda per dieci minuti, preoccupato mi avvicino alla porta e sento lo scaldamani in azione. Era entrato nel bagno e si stava scaldando! Pensate di piazzare un esquimese a camminare per chilometri nella savana africana credo che il paragone renda meglio la cosa. Non ho mai comprato nulla, gli ho dato da mangiare,la cosa curiosa che mi diceva sempre" io maqngio tutto anche maiale, non sono musulmano! Un mese fa mi chiede se posso dargli un lavoro ed io gli chiedo se avesse i documenti, Eccoli! porgendomi un documento di soggiorno in territorio italiano(che soggiorno!, meglio di un anno in beauty farm, altro che sauna finlandese e bagni nel fieno!) Io gli ho promesso di aiutarlo. Ho visto una fierezza ed una forza nei suoi occhi che credo pochi di noi abbiano. Mi ricordo che dopo aver mangiato voleva pulire lui il tavolo e mi ringraziava con un "preghero’ per te il signore perche’ ti porti felicita’" Detto da lui a me! Lo so che violo una legge sulla privacy rendendo pubblici i suoi dati, ma me ne frego sonoramente. Ecco lui e’ quello che farebbe volentieri lavori che noi ed i nostri figli non vogliamo piu’ fare per quello stato di pinguedine mentale che non riusciamo piu’ a scrollarci di dosso. Mi viene in mente una canzone degli anni 70 dei new troll "io sono irish quello che non ha la bicicletta"

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7 Dicembre 2006

CAMMELLI NELLA BASSA FERRARESE ( By Cairoli)

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Poco prima di lasciare Imola e di stabilirmi a Gavardo sono stato con un amico dalle parti di Ostellato, all’Osteria del Cammello di Migliaro. Zone di una bellezza mitigante.
Ho visto per la prima volta Comacchio ed ero emozionato come alla mia prima comunione.Ho osservato i vecchietti a Porto Garibaldi che se ne fregavano della grandine e salivano sulle barche a pescare. Abbiamo intravisto la mitica casa dalle finestre che ridono. Era buio e un cancello non ci ha permesso di avvicinarci come avrei desiderato.
Pupi Avati mi ha raccontato che l’idea del film gli venne all’indomani di un bombardamento tedesco sul cimitero di Sasso Marconi. Le bombe devastarono, tra le tante tombe, quella del parroco. E cosa trovarono in quella tomba ? Lo scheletro di una donna!


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20 Novembre 2006

E CHARLES BUKOWSKI ? ( by CAIROLI )

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Mi hanno chiesto : " Conosci anche Bukowski ? " . No, non ho avuto il privilegio di conoscerlo, però ho conosciuto, e bene, Ben Gazzara il Charles Serking/Bukowski di ‘Storie di ordinaria follia’ di Marco Ferreri. Fisicamente erano agli antipodi : Bukowski era di ossatura larga, 110 chili – e per usare le sue parole – eternamente sperduto e confuso, gambe corte, torso da scimmione, tutto petto, niente collo, testa troppo grossa, occhi annebbiati, capelli spettinati, un metro e ottanta di relitto umano. Gazzara, invece, affilato, più basso, un viso levantino, un po’ di pancia, la pancia che chi sa invecchiare bene ostenta con orgoglio,  ma niente a che vedere con Bukowski.

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