Slowfood condotta del Garda

cristo!..mi e’ giunta voce di un accorpamento della zona con Mantova!!! e’ mai possibile?
io non sono iscritto(per il momento) a Slowfood ma…..pur di salvare questa zona lacuno montana….
Interessi privati e strizzatine d’occhio alle cantine ed ai produttori….lo so sono al limite della denuncia….ma perche’ perdere d’identita’ una zona fulcro lombarda?
Valsabbia e Garda sono un bacino incredibile ed io combattero’ contro lo smembramento….
senno’ il nome Lancillotto come lo guadagno?
:-O)



Vai, Lancillotto,
Combatti di Spada e di Senno, che alla Magia ci pensa Merlino!
Forza, “Nati non foste per viver come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza”… (Dante, Canto XXVI, Inferno; Ottava bolgia, Ottavo cerchio…)
In bocca al lupo… e Buona Pasqua a tutti!
Fausto
Scritto da Fausto Soregaroli, il 6 Aprile, 2007 at 20:51
Lancillotto ricordati le mutande di tolla, con certa gente….
W i corsari.
Scritto da Edoardo Bresciano, il 6 Aprile, 2007 at 21:10
la mia era una provocazione, per chi di dovere dovrebbe, prendere in mano la situazione….credo che nonostante tutto Slow Food abbia contribuito in linea di massima a far conoscere prodotti di assoluto valore….l’idea era buona, poi logicamente l’impatto economico assunto dall’associazione, ha creato problemi di interesse non indifferente.
Scritto da liloni adriano, il 7 Aprile, 2007 at 11:58
dopo lunga chiacchierata con Giuseppe Piotti agronomo di Salo’…abbiamo concordato sulla necessita’ che il Garda bresciano e la Vallesabbia abbia una sua condotta.
E’ l’unica maniera per salvaguardare tanti prodotti che altrimenti finirebbero nel dimenticaio…
Qualcuno mi ha proposto come fiduciario….io accetto, anche se per molti sono un pazzo inaffidabile, io metto la mia faccia(intonsa) e la mia passione.
Forse la zona ha bisogno di una scrollatina.
:-O)
Scritto da liloni adriano, il 7 Aprile, 2007 at 15:37
La differenza tra un genio e un pazzo?
Il pazzo non ha limiti.
Certe volte nella vita dobbiamo fare anche quello che non ci aspettavamo…come laggiù a Saigon.
Buon lavoro marines.
Scritto da Edoardo Bresciano, il 7 Aprile, 2007 at 22:32
Giuseppe Piotti di Salò agronomo? Io conosco un Giuseppe Piotti di Salò, ma è enologo…omonimia o errore di sbaglio tuo?
Scritto da Mal De Panza, il 8 Aprile, 2007 at 19:03
sbaglio mio…forse :-O)
Scritto da liloni adriano, il 8 Aprile, 2007 at 20:43
Ssecondo me scrivi troppo, dovresti scrivere un pò meno e alzare la qualità dei post. Francamente a volte sembra che scrivi tanto per scrivere: ciò abbassa la qualità e l’interesse verso il blog stesso.
Scritto da Hulk, il 9 Aprile, 2007 at 08:47
Detto da Hulk poi….
Scritto da Edoardo Bresciano, il 9 Aprile, 2007 at 11:34
Il bello di questo Blog è che abbiamo risorse…
Oggi, a Salsomaggiore, ho conosciuto Annalisa, dell’AZIENDA “BRUNA” di Castelmagno, Cuneo. Ho assaggiato ed acquistato il suo Castelmagno: UNA FAVOLA!!! Spero presto che possa essere tra gli amici dei “Sovversivi del gusto”… e non solo del Gusto…
Fausto
P.S. COMPLIMENTI, Annalisa…
Scritto da Faustro Soregaroli, il 9 Aprile, 2007 at 22:10
IL CASTELMAGNO
Il Castelmagno ha origini antichissime. Le prime notizie di un formaggio con questo nome, utilizzato come forma di pagamento delle gabelle dagli abitanti della zona, risalgono alla fine del tredicesimo secolo; probabilmente la sua produzione iniziò però ben prima, forse intorno all’anno mille. Oggi il Castelmagno, classificato Doc nel 1982, viene prodotto in grandi quantità nei comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana in provincia di Cuneo. Le stime sul suo consumo debbono tenere inoltre conto del buon numero di prodotti simili che vengono prodotti nelle vicinanze (Castelgiosina (Boves, Lurisia, Roccavione etc.), il Roccaforte di Mondovì).Il castelmagno viene prodotto a partire da latte intero vaccino (con rare, eventuali aggiunte di piccole percentuali di latte ovino e caprino) da bestiame di razza piemontese alimentato a foraggio fresco o fieno proveniente da prati misti o pascoli. Viene considerato di particolare pregio il formaggio ottenuto dagli allevamenti situati proprio a Castelmagno.Durante la lavorazione del Castelmagno si porta il latte crudo a circa 37-38 gradi, aggiungendovi caglio liquido. Dopo la coagulazione e la rottura della cagliata, si lascia riposare il tutto per 35 minuti, quindi viene raccolto in un telo (detto ” risola ” ), pressato leggermente con le mani e appeso per circa 12 ore a sgocciolare. Dopo queste operazioni, la massa viene depositata in un recipiente di legno e si lascia riposare da 2 a 5 giorni. Quindi viene rimescolata, pressata altri l0 minuti e infine riposta nelle fascere, dove viene pressata con torchio per 1-3 giorni. La salatura si effettua a secco sulle forme, una volta liberate dalle fascere durante circa 48 ore.Il Castelmagno ha un periodo di stagionatura che va da due fino a cinque mesi circa, e che viene trascorso in vere e proprie grotte naturali, fresche ed umide, o in alcune cantine di Caraglio. Una forma di Castelmagno ha generalmente le seguenti caratteristiche:
altezza: cm 10-20
diametro: cm 15-20
peso: Kg 2-7
forma: cilindrica
crosta: sottile, giallo-rossastra, invecchiando diviene più scura e rugosa
pasta: friabile, di colore bianco perlaceo o giallognolo, se stagionato a lungo assume colore giallo oro, con venature blu
D.P.R. 16.12.82
Riconoscimento della denominazione di origine del formaggio “Castelmagno”
Art.1 - È riconosciuta la denominazione di origine del formaggio “Castelmagno” il cui uso è riservato al prodotto avente i requisiti fissati con il presente decreto con riguardo ai metodi di lavorazione ed alle caratteristiche organolettiche e merceologiche derivanti dalla zona di produzione delimitata nel successivo art. 3.
Art. 2 - La denominazione di origine “Castelmagno” è riservata al formaggio avente le seguenti caratteristiche:
formaggio semigrasso pressato a pasta semidura erborinata, prodotto con latte vaccino eventualmente addizionato con piccole aggiunte di latte ovino e/o caprino spesso parzialmente decremato per affioramento.
L’alimentazione base del bestiame vaccino ed eventualmente ovino e caprino deve essere costituita da foraggi verdi od affienati che derivano da prato, da pascolo e da fieno di prato polifita.
Nella produzione viene impiegato latte proveniente da due mungiture giornaliere.
Si produce per l’intero arco dell’anno.
Il latte deve essere coagulato in un tempo oscillante tra i 30 e i 90 minuti ad una temperatura compresa tra i 35° e i 38°C circa con caglio liquido.
Il formaggio deve essere prodotto con una tecnica caratteristica e nella lavorazione della durata di circa sei giorni devono essere effettuate adeguate pressature ed utilizzati stampi idonei.
La salatura deve essere effettuata a secco.
Periodo di maturazione da due a cinque mesi in grotte naturali fresche ed umide o comunque in locali che ripetano dette condizioni ambientali.
È usato come formaggio da tavola e presenta le seguenti caratteristiche:
forma: cilindrica a facce piane;
dimensioni: diametro da 15 a 25 cm, altezza dello scalzo da 12 a 20 centimetri con variazioni in più o in meno per entrambe le caratteristiche in rapporto ai mezzi tecnici di produzione;
peso: da 2 a 7 kg;
colore della pasta: di colore bianco perlaceo o bianco avorio se poco stagionato; di colore giallo ocrato con venature blu verdastro se stagionato;
struttura della pasta: alquanto friabile se poco stagionato o compatta se stagionato;
confezione esterna: se poco stagionato ha crosta sottile di colore giallo rossastra, liscia, elastica e regolare; se stagionato assume invece un colore più scuro, si ispessisce e diventa rugosa;
sapore: fine delicato e moderatamente salato se poco stagionato; saporito, forte e piccante se stagionato;
grasso sulla sostanza secca: minimo 34%.
Art. 3 - La zona di produzione ivi compresa la stagionatura comprende gli interi territori amministrativi dei comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana ricadenti nella provincia di Cuneo.
tratto da: http://www.formaggio.it/italiaDOP/castelmagno.htm
Scritto da Fausto Soregaroli, il 9 Aprile, 2007 at 22:33
Nel mercatino di Salso io ho acchiappato due bottiglie di olio del frantoio Lucchi e Guastalli di Santo Stefano Magra..una delizia..
Scritto da Alice Gerra, il 10 Aprile, 2007 at 10:52
Nel mercato dell’etere io sto cercando di acchiappare Adriano (che non è certo una delizia) per farmi dare la tua mail, ma è praticamente impossibile… Oggi deve essere per lui una giornata campale…
Forza Adriano!!
Fausto
Scritto da Fausto Soregaroli, il 10 Aprile, 2007 at 12:44
Caro Edoardo,
Ho riflettuto, sai, sulla serena riflessione di Hulk ( mi sembra quasi di conoscerlo, non so perchè…)… Non ha tutti i torti, in fondo. Il problema è che Adriano è un vortice che scompiglia anche quello che lui stesso crea… Non sarebbe Adriano!
A volte, si, dovrebbe imparare a respirare profondamente ed a sottrarre qualcosa, anzichè sommare.
Però, Edoardo, dai, anche se noi non siamo il capo del Blog, potremmo approfondire un po’ di tutto e meglio, con un piccolo impegno. Riusciremmo, nei giorni in cui il nostro caro “Vortice” non sa più da che parte è girato, cercare di colmare un poco quelle lacune umane che ognuno di noi può lasciare… Proviamo a fare un po’ da assistenti, creando argomentazioni: il tutto farebbe rientrare certe sbavature.
F
P.S. Caro Hulk, grazie per la dritta… Non so perchè ma credo di conoscerti…
Scritto da Fausto Soregaroli, il 10 Aprile, 2007 at 14:50
okey piu’ fatti meno parole…stasera ninzio….
hulk saluti…..
Scritto da liloniadriano, il 10 Aprile, 2007 at 18:16
Argomenti? fatti? Non so che dire. Adriano ha parlato di un accorpamento di zone. Personalmente starei alla larga dai bolscevichi di slow food, ma Adriano dimostra più serietà che me. Lui crede nella critica costruttiva e si oppone al sistema dall’interno dello stesso. Per cui per mio conto massimo rispetto al marines Adriano, ma ripeto si porti le mutande di tolla.
Scritto da Edoardo B., il 11 Aprile, 2007 at 00:19
Sinceramente il mondo del “mangiar bene” e “slow” lo conoscete certo molto e molto meglio di me. Non posso esprimermi più di tanto, dunque. Per argomentazioni intendevo di tutti i generi, non solo ed esclusivamente culinarie.
Per il resto mi rattrista sempre molto notare come la dimensione umana si debba sempre restringere e costringere nella gabbia malata dell’ IDEOLOGIA.
” Cos’è la destra, cos’è la sinistra ? ” (Giorgio Gaber)
F
Scritto da Fausto Soregaroli, il 11 Aprile, 2007 at 13:22
ho problemi di collegamento…
Ieri sera riunione slowfood condotta del Garda.
Mancava Angelo del Bon ex fiduciario.
Si e’ parlato dell’accorpamento di un territorio vasto come la valle di Bagolino la Valsabbia la Valvestino ed il Garda bresciano con la Colline Moreniche del Garda fra cui Mantova.
Che c’azzecca?
poco o nulla…la condotta sarebbe troppo estesa per gestirla al meglio….io mi sono mostrato contrario come altri partecipanti.
Il problema verteva sulla “moria” di associati negli ultimi anni.
e sul fatto della precedente gestione accentratrice che aveva indotto anche i produttori, che sarebbero infine i beneficiari, delle azioni della condotta, ad abbandonare il campo.
Ieri e’ risuonata la frase “mai piu’ ristoratori come fiduciari slowfood” espressa dal governatore.
Personalmente ho solo espresso le mie iniziative private nella zona,e non mi son permesso di espormi come candidato.
Il 15 maggio riunione per la decisione finale, se avro’ potere di voto, votero’ contro l’accorpamento.
Se il governatore cambiera’ idea, io saro’ disponibile, nel mio piccolo per l’impegno, garantendo assoluta estraneita’ fra la mia professione, e la gestione per la conoscenza e la valorizzazione della zona, sarebbe un bene per tutti, impegnarsi in un ondata di nuove iscrizioni,forti del potere decisionale in assemblea.
Io sono un nuovo socio, e non posso esprimermi oltre. Questo e’ quanto.
Gradirei da Hulk, visto che e’ in casa mia mi contattasse, palesando la sua identita’ anche in privato.
Io metto tempo libero ed interesse in tutto quello che inizio, gradirei una critica costruttiva…..
Adriano Liloni
Scritto da liloni adriano, il 11 Aprile, 2007 at 14:36
ps il signor Piotti ha un diploma di perito agrario…credo di non aver sbagliato di molto…
:-O)
Scritto da liloni adriano, il 11 Aprile, 2007 at 15:13
Per brevita’, scusate se entro nel vivo del soggetto, come dicono i francesi.
Identita’ territoriali: troppo importante. Un valore addirittura strategico. Eppure troppo spesso assistiamo a questo annacquamento delle identita’, a questo spampanamento dei confini. Accorpamenti. Allargamenti. Non temiamo invece la diversita’. Italia terra dei campanili? Certo che si’! And bloody proud of it! E’ la nostra forza. Meglio: la nostra vita. Da tremila anni almeno. Differenze. Pluralita’. Un fiorino.
Sissignori, solo che l’”un fiorino” non c’e’ piu’, ed e’ un vantaggio. Sfruttiamo il resto. La cifra italiana (quindi: del “prodotto italiano”) e’ proprio questa incredibile diversita’ al cui appiattimento occorre resistere con ogni forza.
Risorse del blog. Certo. Solo che starei piu’ attento a non “sprecare”, a non “seppellire” nei commenti, contributi che starebbero bene come post a se’ stanti.
Se non altro per una questione di visibilita’.
Aho: il portale italia.it non ci serve! Sono “posti” come questo che fanno al caso.
Castelmagno! Vorremmo vederti meglio. Leggerti piu’ chiaramente. Se un passante non si clicca i “commenti” a quel determinato post (che col Castelmagno una mazza c’entra), si perde completamente l’esistenza di un tale contributo (che non e’ poco!).
Come on, boys [’n girls, why not], come on…
Scritto da Filippo Cintolesi, il 26 Aprile, 2007 at 13:23
Filippo ti aspetto al primo luglio anche se e’ la giornata precedente del palio!
:-O)
Scritto da liloni adriano, il 26 Aprile, 2007 at 13:26
non ho avuto risposta ne da mal di panza ne da hulk…non importa, io ho messo la mia persona in questa discussione, e da figlio di contadino, mi spiace che non ci sia chiarezza, se qualcuno pensa che non sia adatto per la cosa, puo’ solamente esprimere la sua opinione con nome e cognome, mi sembra da persone che vogliono attaccare tanto per attaccare,tanto va di moda, gli interventi di qualche persona, io ho visto un decadimento che mi ha lasciato interdetto, ho reagito da compulsivo , ma anche da chi conosce la zona, e non vorrebbe perdere la territorialita’, unica, del Garda bresciano e delle valli interne, tutto qua.
Sembra che nessuno voglia prendersi la briga di tenere visibili le peculiarita’ del territorio.
Contro la pianificazione, e per la biodiversita’….per sempre.
Il primo luglio servira’ anche per questo.
Adriano Liloni
Scritto da liloni adriano, il 2 Maggio, 2007 at 14:12
seconda riunione martedi’ 15 maggio…
Arrivo in ritardo….pero’ seguo l’evento, ascoltando purtroppo ho perso l’inizio della discussione, comunque in breve:
ci sara’ una prossima riunione a cui non mi interessa partecipare, sono sempre stato indipendente e lo continuero’ a fare, ho dato disponibilita’ a collaborare,sembra che la “scala gerarchica” sia stata mutata, si creera’ un gruppo eterogeneo per la zona, l’importante e’ che la zona sia contraddistinta,e rimanga la condotta quale era….il resto e’ fuffa, meglio cosi’, non sono adatto per altri intrecci di responsabilita’…..
Scritto da liloni adriano, il 18 Maggio, 2007 at 11:30