Lancillotto e il mestolo d’oro

il blog di Adriano Liloni & friends

9 Marzo 2007

I critici gastronomici dite la vostra! secondo voi ci sarebbe bisogno di fare una scuola?

leonardoromanelli150.jpg
Io dico la mia…………………………………………………………………………………..
sopra un amico di rete…..:-O)

prendo spunto da una stroncatura futura di Nicola Cavallaro…..
come si puo’ discutere sui piatti solo per il nome?

6 Commenti a “I critici gastronomici dite la vostra! secondo voi ci sarebbe bisogno di fare una scuola?”

  1. …Critici gastrocosaaa?
    Ma mi facci il piacere, mi facci…

    Mio cugino Alberto Denti di Pirajno, già abbondantemente citato, dava di Lorsignori Scriventi e Dicenti, una geniale descrizione che riporto:

    “Si ritengono tali soltanto perché Madre Natura li ha forniti d’una bocca,
    di un piloro (orificio valvolare che mette in comunicazione
    lo stomaco con il duodeno; attraverso esso passa il cibo una volta che è stato elaborato nello stomaco)
    e d’una ampolla rettale.
    Organi senza dubbio essenziali, ma insufficienti a formare un gastronomo. È incalcolabile il danno arrecato da valentuomini
    che un bel mattino si svegliano persuasi d’esser gastronomi per diritto divino”.

    Vedi, caro Lilons, per fare il “critico gastrocosolà” non è necessario essere un perfetto idiota.
    Però aiuta moltissimo.
    Ne deriva che , abbondando gli Idioti, ahimè, anche gli appartenenti alla categoria suddetta impazzano e dilagano ormai ovunque, dalla carta agli schermi.

    Con gioiosa perfidia.

    L.

  2. ah ah ah …non so perche’ ma mi aspettavo una risposta di questo tenore…non sapevo da chi…pero’ me l’aspettavo….

  3. A scanso di equivoci non mi riferivo certo al signore della fotografia, che non conosco.
    Mi riferisco invece alla miriade di sedicenti esperti che dovunque, quotidianamente, dispensano giudizi e danno voti a destra e a manca, senza averne titolo particolare.
    Ammesso poi che esistano titoli per poter dispensare giudizi che abbiano valore oggettivo ed assoluto quando si discute di caciotte e cotolette.
    Per quel che mi riguarda venderei volentieri l’azienda (non fosse storia della mia famiglia) se ne avessi possibilità.
    Francamente, da un pezzo, mi sono sonoramente rotto i coglioni.

    L.

  4. anche io stavo pensando di staccarmi dal mio lavoro di trattore….fango sudore e fatica per fare un allevamento brado….e respirare ancora la terra!….

  5. ueilà. vedo il clima caldo e vivace il che mi stimola a partecipare. Grazie Adriano, per avermi preso come esempio! Giustamente perfido il commento di Lorenzo, che non conosco, però vorrei dire la mia. E cioè che la categoria dei critici gastronomici rispecchia quella delle altre categorie. Composizione eterogenea, fatta di personaggi validi o meno però indubbiamente messi alla berlina forse più dei vari critici letterari, musicali, artistici, ecc. Perchè? Credo dipenda dal fatto che nella musica e nella letteratura sia sottintesoa la capacità dei vari critici di aver studiato comunque la materia per giudicarla, cosa che nel settore gastronomico non è dato per scontato. Per quanto mi riguarda, sono arrivato alla critica gastronomica partendo dalla cucina,cioè facendo il cuoco e poi il cameriere e l’insegnante..insomma la gavetta credo proprio di averla fatta tutta. Se vi capita leggete il libro “L’antigastronomo” scritto dall’amico Beppe Lorusso, per anni residente a Firenze ed oggi posizionato in Puglia. Dava un’idea del critico gastronomico, attività da lui svolta a lungo, particolarmente efficace!Un’ultima cosa..fare il ristoratore non è un lavoro semplice, lo capisco benissimo frequentando ristoranti ogni giorno. Però tenete duro ragazzi, chi lo sceglie è perchè non riuscirebbe a fare l’impiegato delle Poste. Capisco però che la terra ha il suo fascino, vero Adriano?

  6. l’odore della terra bagnata di mattino e’ per me uno dei piu’ potenti afrodisiaci che conosca!
    :-O)

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