COME AVERE UN LOCALE DI SUCCESSO?
Non c’e’ ricetta …..mi spiace!
:-O)
PERSEVERANZA
SOLDI IN SACCOCCIA
BELLE RAGAZZE IN SALA!
tutte cazzate!!!
Non c’e’ ricetta …..mi spiace!
:-O)
PERSEVERANZA
SOLDI IN SACCOCCIA
BELLE RAGAZZE IN SALA!
tutte cazzate!!!
un colpo di culo!!
:-O)
Scritto da liloni adriano, il 6 Gennaio, 2007 at 17:35
Io ne ho una di ricetta:
seguire l’esempio di Adriano Liloni!
Scritto da Carlo Zaccaria, il 6 Gennaio, 2007 at 18:01
no….occorre una congiunzione astrale…magia e altro…..
Scritto da liloni adriano, il 7 Gennaio, 2007 at 00:00
Ed occorre una personalita’…interessante, no? (eh eh eh)
Scritto da Terry Hughes, il 7 Gennaio, 2007 at 15:24
i punti di congiunzione sono molti….caro hughes!
ci sono colleghi che si impegnano per anni e devono mollare la presa…purtroppo!
un colpo di fortuna serve…..credimi.
e poi capire un alternativa da proporre nella zona.
ma il discorso e’ solo l’inizio!…
Scritto da liloni adriano, il 7 Gennaio, 2007 at 16:14
Bisogna saperci fare caro Adriano, e questa è una caratteristica che ti appartiene. E’ sufficiente parlare con te per rendersene conto. In ogni caso serve anche fortuna ma quella si sa aiuta gli audaci.
Scritto da Carlo Zaccaria, il 7 Gennaio, 2007 at 22:04
Come si fa?
Utilizzare per esempio, un bel pò di spazio del proprio biglietto da visita per indicare due o tre ristoranti, con relativi indirizzi e numeri di telefono, che rappresentano in zona una valida alternativa al proprio locale……
Che dici Adrià? Certo è solo un piccolissimo esempio del tuo “saperci fare”
Scritto da francesco travaglini, il 8 Gennaio, 2007 at 00:07
tutto e’ nato da una domanda rivoltami inaspettatamente da un giovane avventore, che volendo aprire un locale con cucina, e volendo accorciare i tempi per mettersi i soldi in saccoccia, mi chiedeva scherzosamente come faceva un locale come il mio in mezzo ai boschi e gestito da un bruttarello goliardico ad avere un afflusso del genere…:-O)
l’ho tenuto per venti minuti sotto interrogatorio….
Scritto da liloni adriano, il 10 Gennaio, 2007 at 23:35
io che sono stato già almeno una decina di volte al Pegaso e che ci tornerei ogni volta che mi è possibile uscire a cena…nonostante ci metta almeno tre quarti d’ora per arrivarci….mi sento di dire che la ricetta del suo successo sta nel semplice fatto che si mangia del ottimo pesce, che il prezzo è onesto e che l’ambiente è gradevole !
insomma…poca apparenza e tanta sostanza abbinate all’onestà e alla capacità professionale !
alla prossima !
Scritto da spiedone, il 11 Gennaio, 2007 at 10:58
resta implicito che la mia non era autocelebrazione, resta il fatto che molti si stupiscano del ” successo ” di un locale….
Fermo restando che ci sono dei fattori fissi:
longevita’ del locale:
quando un locale viene gestito per decenni da uno stesso gruppo, e’ logica conseguenza che si fidelizzi la clientela, anche a livello generazionale
tipologia di cucina:
personalizzare e creare piatti che in zona non sono presenti, non e’ vero che si deve fare una cucina solo di territorio(si rischierebbe la sovrapposizione di offerte simili, con conseguente disamoramento e abbassamento della “curiosita’ culinaria” dei clienti) mi ricordo ancora ora il grande Ciccio Sultano incontrato casualmente alla manifestazione di S.Patrignano che chiedendomi se era vero che facevo pesce di mare,scherzosamente mi domando’ se avevo un allevamento di spigole alpestri! io gli risposi semplicemente che i mercati del pesce del nord talvolta (spesso) hanno piu’ possibilita’ di avere scelta e qualita’ delle zone rivierasche…..Oramai il mercato si e’ cosi’ velocizzato che barriere di approvigionamento non ne esistono, questo non e’ poi totalmente positivo, piu’ la richiesta si globalizza piu’ certe materie prime finiscono per non sottostare piu’ alla buona regola della domanda sull’offerta, in poche parole si rischia l’impoverimento della quantita’ effettiva del patrimonio alimentare utilizzato(un esempio:il tonno del mediterraneo).
I parametri di servizio:
non e’ vero che il locale abbisogni di servizio perfetto e presentazioni barocche ed ineccepibili(riservabili semmai a locali di alta fascia, utilizzati dall’1% della massa) si rischia talvolta in locali di media levatura l’effetto del “vorrei ma non posso” sopratutto dove il “baldacchino di presentazione” non corrisponda pienamente alla qualita’ della materia offerta.
Basta qualche piccolo accorgimento semplice: l’accostamento cromatico delle pietanze che invoglia l’occhio, questo si facilmente realizzabile….
il menu’:
mi son sempre chiesto come mai in certi locali anche blasonati storcono il naso se decidi di cambiare o accorciare il menu’(tenendo presente che magari hanno un piccolo esercito fra sala e cucina) credo che una carta vincente(anche se apparentemente meno remunerativa) sia quella del menu’ elastico, vi posso garantire che i clienti saranno felicissimi di poter gestire il menu’, e sara’ un punto a favore di grande impatto.
Il ricarico e costo dei vini:
parte importantissima nel globale,il mio pensiero e’ sempre stato questo:
il vino ti arriva hai la giacenza di magazzino,che deve essere media e velocizzabile(nel senso che se hai sopratutto dei bianchi devi passarli in un lasso di tempo minore che non di vini rossi od “importanti”
il vino ti costa solo lo stappo ed il servizio che non paragono assolutamente come costi ad un piatto che deve essere cucinato ed elaborato dai cuochi!
per questo motivo credo che il vino essenzialmente debba essere ricaricato a scalare, anche per dare modo anche ad una clientela giovanile di poter assaggiare vini buoni di cantine tipiche e non commercializzate brutalmente dalla gdo.
i parametri?
presto detto:
un vino di costo 5 si puo’ mettere a 10
un vino di costo 10 si puo’ mettere a 17/18
un vino di costo 20 si puo’ mettere a 32
e cosi’ via a scalare,certamente con le eccezioni di grandi vini e vecchie annate dove la regola del 100% potrebbe essere applicata.
vedrete che cosi’ velocizzerete lo smaltimento dei vini, ed in tante occasioni invoglierete molti clienti a provare piu’ vini.
L’affabilita’ dei camerieri:
non conta avere la bonazza al servizio tavoli(per carita’, piacciono anche a me!) poiche’ si rischia di spostare l’attenzione del cliente dal piatto alle curve della ragazza! :-O)
conta molto di piu’ l’affabilita’ ed un servizio personalizzato(senza scadere talvolta nell’eccessiva confidenza in cui sono caduto e cado purtroppo tuttora io di prima persona,nessuno e’ perfetto!)
Sto parlando logicamente di un locale di media levatura, non di un ristorante patrizio…..
Ma questi sono fattori primari che tutti conoscono, rimane una parte oscura di una miscellanea di ingredienti imponderabili che fanno si’ che un locale abbia un successo duraturo…
queste cose ho detto al ragazzo….che ovviamente rimase sconcertato.
visto dal tavolo questo “mestiere passione” sembra una mecca, ma bisogna provarlo sulla pelle per capire che non e’ tutto oro quel che luccica….
ed il discorso e’ solo all’inizio….
Scritto da liloni adriano, il 13 Gennaio, 2007 at 12:01
Ad Adriano
A volte succede di conoscere una Persona come Adriano e, istintivamente, ti accorgi che dietro al volto del saltimbanco, si cela un’Anima di una Nobiltà difficilmente reperibile sul “mercato”. La Nobiltà!
Quella che si ha nel sangue e non nel vino, quella che anche se ti metti a coltivarLa ed a curarLa non cresce mai come cresce spontaneamente nel Giardino di qualche Persona fortunata.
Ma la Nobiltà va saputa gestire, va imparata ad usare, come si impara ad usare una macchina da corsa che, certamente, non tutti saranno in grado di “portare”.
La prima volta hai la fortuna di condurla senza ingolfarla, ma la seconda, solitamente, ti crea problemi… A volte grandi.
Ecco perché la vera Nobiltà umana a volte può apparire come una sfortuna a chi non la legge dal verso giusto!
C’è chi nasce invece con una semplice utilitaria e, quando vi sale, difficilmente si sbaglia nel guidarla. Eppoi troverà sempre e comunque una persona che gli insegnerà a condurla, senza sbandare, senza uscire di strada, senza che scoppietti facendo fumo…
Chi ha per le mani una macchina da corsa spesso si trova in contesti che solo un Maestro di vetture simili può insegnargli a gestire. E questi Maestri sono rari, poiché la Qualità è rara.
Carissimo Adriano, anche tu appartieni a quelle Persone che si sentono circondate dal Deserto e cercano di proseguire in mezzo alle difficoltà offerte dell’aridità… Tu cerchi le Oasi e devi continuare a cercarLe poichè la Sensibilità ti è stata donata e stampata sulla pelle come un simbolo speciale Questo simbolo è un Dono eccezionale; preservalo, conservalo ed usalo…; ma ora soprattutto per te!
Poiché non sempre quando dai ricevi in cambio e quando giungi a sera ti senti prosciugato, svuotato.
Non sei tu che hai perso per strada, ma sono gli altri che spesso hanno approfittato.
Con affetto,
Fausto Soregaroli
Scritto da Fausto Soregaroli, il 13 Gennaio, 2007 at 15:31
Fausto se ti sei innamorato di me,specifico che non ho nulla contro gli omosessuali, con me caschi male!
:-O))
Scritto da liloni adriano, il 14 Gennaio, 2007 at 12:11
Va là, va là! Che a me piacciono ancora le BELLE GNOCCHE!!
Fausto Soregaroli
P.S. E la settimana prossima ti presenterò una BELLA GNOCCA!!
Scritto da Fausto Soregaroli, il 15 Gennaio, 2007 at 19:45