Lancillotto e il mestolo d’oro

il blog di Adriano Liloni & friends

11 December 2006

UNA GIORNATA NEL MONDO (by KAPUSCINSKI )

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Scrivere una storia intitolata Una giornata nel mondo, e così descrivere:

come sorga il sole sul Tibet, sul Sahara, su Firenze e su Lima;

come si sveglino i bambini, come si sveglino le donne;

come si sveglino gli operai;

come si spanda l’odore del caffè, del tè, delle uova strapazzate, del sangue di una gallina appena sgozzata, della kasava;

come vadano al lavoro i contadini;

come si mettano in movimento i muli;

come si mettano in moto i treni;

i carri armati;

come le donne in riva al fiume comincino a fare il bucato;

poi il meriggio, la vita che si ferma (ai tropici, nel Ciad, nel Mali, nel deserto di Atacama, del Gobi, del Karakum ecc.);

come si scolpisca il legno, si modelli l’argilla, si scalpelli la pietra, si martelli il metallo, si sfaccetti il diamante;

come si pesti la manioca, si sarchino le patate, si manovri la nave e si piloti l’aereo;

come ovunque risuoni qualche macchinario;

poi il cessare dell’opera, il ritorno dal lavoro;

come tutto cali di giri;

come si avvicini il crepuscolo;

la sera;

come si accendano i focolari, le luci alle finestre, i lampioni e i neon, l’addome delle lucciole, gli occhi del serpente boa;

come arda la savana, come ardano villaggi e città dopo un incursione;

come a Cernobyl si aprano le porte dell’inferno;

come ci mettiamo a cena, come guardiamo la tivù;

come un bimbetto (cocchino, passerotto, musino) voglia (o non voglia) dormire;

ma come, prima o poi, ogni cosa finisca per scivolare nel sonno;

prima, però, l’accostarsi dei corpi;

come lo si senta;

e poi i sussurri, le voci, i richiami, le grida (tutta una torre di Babele di linguaggi, di intonazioni, di suoni, di sonorità, di scongiuri, di bemolle e diesis);

il lento ingresso nel buio della notte;

l’entrare nel tormento dell’insonnia, nelle visioni e negli incubi, oppure in un sonoro russare, nell’oblio, nei sogni;

come la terra sprofondi nel nulla e come, dopo poche ore, con l’alba, ne riemerga.

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