POETI, PIDOCCHI E IL VINO DELLA PIGRIZIA (Cairoli)
Anche i sassi sanno che Verlaine e Rimbaud erano amanti.Ce lo ha raccontato anche il cinema americano che queste storie europee, maledette, infettate da troppa cultura e da omosessualità le gradisce come trombe d’aria.
Ce lo ha raccontato con la complicità di una regista polacca, Agneszka Holland, che nel 1995 ha girato ‘Poeti all’inferno’ un film ambiguo e pedante, ambizioso ma irrisolto, con Di Caprio strafottente Rimbaud e David Thewlis, altrove bravissimo attore – Leigh docet – qui invece nei panni di un Verlaine eternamente accigliato, tonto e lasagnone.
Il carteggio dei due amanti è giunto fino a noi, nonostante la sorella di Rimbaud, Isabelle, avesse scongiurato Verlaine di bruciare tutte le loro lettere.
Il carteggio non è fiammeggiante di passione e di estro come ci si aspetterebbe da due poeti di questa statura. E’ bigio, cupo, sa di stenti e di espedienti, sa di dipendenza e di frustrazione.
Sembra di leggere il carteggio dei fratelli Van Gogh ; se togliete tutte le liti, tutte le dichiarazioni d’amore, tutte le scenate di gelosia, resta l’insofferenza per una vita così grama, le battaglie quasi sempre perse col quotidiano, stanze soffocanti come gabbie, pasti da galera, assenza di prospettive. Almeno i Van Gogh dissertavano di tecniche di pittura e quando Vincent scopriva una nuova cromia le sue pagine esplodevano di gioia e di ottimismo.
A Rimbaud i soldi non bastano mai, vive in un buco di soli tre metri quadri in cui beve acqua tutta la notte, non vede il mattino, non dorme, soffoca. A Charleville ricorda a Verlaine che ‘ le travail est plus loin de moi que mon onglel’est de mon oeil " .
Verlaine invece è intrappolato da una vita ordinaria, da un estro che gli riesce solo sulla carta, combattuto tra una moglie che non vuol perdere e l’attrazione per il giovane Rimbaud col suo ovale d’angelo in esilio e il blu pallido inquietante dei suoi occhi.
Tutti i sassi no, ma molti di loro si, sanno che la sera del 10 luglio 1873 nel secondo distretto di polizia di Bruxelles – città che Baudelaire definiva sprezzante per la sua cupezza e per l’ottusità di chi la popolava ‘ il pianeta delle scimmie’ - Verlaine viene arrestato per aver ferito il suo giovane amante. Il voluminoso fascicolo del procedimento giudiziario contro Verlaine – 90 documenti! – ad oggi non è mai stato reso pubblico. Sappiamo che Rimbaud, qualche giorno dopo la sua aggressione, vedendo che per Verlaine le cose si mettevano male, cambiò con una dichiarazione manoscritta la versione dei fatti.
Nel frattempo, due medici belgi andarono a trovare Verlaine in prigione. Il poeta atterrito ed esausto fu oggetto di visite approfondite che stabilirono " che il suo pene era corto e poco voluminoso soprattutto il glande e che l’ano si lasciava dilatare semplicemente con un moderato allargamento delle natiche " . Ai loro occhi, la sua pederastia era qualcosa di palese, come se gli avessero tatuato un neon sul culo con scritto ‘ qui solo il cazzo è sovrano’ .
L’incidente costò a Verlaine due anni nel carcere di Mons e i 34 franchi belgi per la parcella della sua ispezione corporale.
15 anni dopo, Verlaine curò un antologia poetica intitolata ‘Les poètes maudits’ pubblicata dall’Editore Vanier.
Trai poeti , oltre a Corbière, Mallarmè, la Desbordes-Valmore diede asilo anche, e naturalmente, al mai dimenticato Rimbaud con alcune delle sue poesie più belle tra cui ‘la cercatrice di pidocchi’.
Leggerla a Verlaine evocava la pittura di Goya, esasperatamente luminosa, bianco su bianco con effetti rosa e blu e quel tocco singolare fino al fantastico.
A me ha evocato Vermeer, ma poco importa.
Quel che importa è che niente di Rimbaud sia andato perso o bruciato.
E certo è, che a leggerla oggi, vien da sorridere a pensare al suo buco da tre metri quadri, dove non dormiva e soffocava, alla sua dieta di sole aringhe affumicate, al suo estro che non decollava mai….
Quando la fronte del bambino, piena di rosse bufere,
Implora lo sciame bianco dei sogni indistinti,
S’accostano al suo letto due grandi incantevoli sorelle
Con fragili dita dalle unghie argentine.
Fan sedere il fanciullo davanti a una finestra
Spalancata dove l’aria azzurra bagna un groviglio di fiori,
E fra i suoi pesanti capelli su cui cade la rugiada
Fanno scorrere le loro dita fini, terribili e maliarde.
Egli ascolta cantare i loro aliti sospesi
Che profumano di lunghi mieli vegetali e rosati,
Interrotti a volte da un sibilo, salive
Riprese sul labbro o desideri di baci.
Sente le loro ciglia nere battere sotto i silenzi
Profumati: e le dita elettriche e dolci
Fanno scricchiolare tra le sue grigie indolenze,
Sotto le unghia regali, la morte dei piccoli pidocchi,
Ecco che sale in lui il vino della Pigrizia,
Sospiro d’armonica che potrebbe delirare ;
Il fanciullo si sente, secondo la lentezza delle carezze,
Nascere e morire senza posa una voglia di piangere.



Adriano, a questo punto chiedi a Tombolini di attivare un account per l’ottimo Cairoli sul tuo blog. La piattaforma dei blog è MovableType, quindi può farlo, ne sono sicurissimo. In questo modo, Cairoli, potrebbe postare direttamente da solo i suoi articoli qui, e apparirebbero direttamente con la sua firma.
Non ti pare?
Scritto da Tommaso Farina, il 8 Dicembre, 2006 at 15:05
Caro Tommaso,
grazie per l’ottimo.
Ho chiesto comunque a ‘Sesto potere’ ( alias A.T.) un blog per me, perchè in effetti questo ‘by CAIROLI’ sparato così, tutte le volte, mi fa un po’ senso.
Così scrivi per Libero ? Dì a Feltri se serve una penna viaggiante… o un afro-goloso…
Ciao
Scritto da cairoli, il 8 Dicembre, 2006 at 19:10
Non immaginavo tanto amore per la poesia e tanta disinvoltura nel raccontarlo con le parole in un oste.
Massimo Freccero.
Scritto da Massimo Freccero, il 22 Aprile, 2007 at 17:24
Cairoli e’ ospite del blog dell’oste…l’oste da par suo organizza giornate con persone di senno umano..tant’e’ se ti pare!
:-O)…anche oggi al locale “frattaglia umana sensibile” un quinto quarto d’intelletto di valore!…..GIORNATA DEGLI ARTISTI …mancava Cairoli per un dispetto di overvalutation egocentrica…
Scritto da liloni adriano, il 22 Aprile, 2007 at 17:34
Mancava Cairoli perchè Cairoli era altrove.
Scritto da lorenzo cairoli, il 22 Aprile, 2007 at 21:09
EBBENE SI!! E’ PROPRIO COIì!!! DI RIMBAUD NON E’ STATO PERSO NULLA E ANCHE IO L’HO AMOC PROFONDAMENTE IO CHE A 21 ANNI HO PRESO E IN MACCHINA HO RAGGIUNTO PARIGI ABITATO A MONPANASSE NEL QUARTIERE DEGLI ARTISTI..PASSEGGIATO TRA LE SUE VIE E POI SONO FUGGITO IN TRENO FINO A CHARLEVILLE PER RENDRGLI GRAZIE PER DIRE CHE IL MONDO DOPO 153 ANNI DALLA SUA NASCITA NON E’ CAMBIATO.
PROBABILMENTE NON HA CAMBIATO IL MONDO CON UN FOGLIO DI CARTA E UN GETTO D’ICHIOSTRO MA SICURAMENTE HA CAMBIATO ME, E COME ME TANTE ALTRE PERSONE CHE QUANDO INCROCIANO I SUOI OCCHI IN QUELLE SGRANATE FOTOGRAFIE GLI VIENE IL BATTICUORE.
QUELLI CHE L’HO ANNO APPESO NEL SALONE DI CASA PROPRIA, QUELLI CHE SE LO PORTANO AL COLLO SEMPRE INSOMMA QUELLI COME ME CHE IL LUI SOGNANO CHE IL LUI VEDONO LA LUCE LA FORZA E LA BELLEZZA..VEDONO UNO DEI TANTI SENSI DELLA VITA
Scritto da WHOLLY, il 14 Giugno, 2007 at 23:04
Usare un po’ meno assenzio?
:-O)
Scritto da liloni adriano, il 15 Giugno, 2007 at 00:31