SALTA LA GIORNATA DEL RISO
di dicembre che quasi certamente posticiperò a gennaio. Sulla nuova data avrete presto tutte le informazioni.
Un Adriano leggermente cagionevole costretto a leggersi i libri di Camilla Baresani.
di dicembre che quasi certamente posticiperò a gennaio. Sulla nuova data avrete presto tutte le informazioni.
Un Adriano leggermente cagionevole costretto a leggersi i libri di Camilla Baresani.
Ancora San Domenico, più che mai San Domenico. Fino a pochi mesi fa ho avuto il privilegio di leccarmi i baffi con una delle gemme di Bergese, il pasticcio di fegato con tartufi bianchi , servito nella sua cocotte di Ginori e con la fragrante brioche tostata. Ho sorriso, appagato, di fronte a un’insalata tiepida di astice, sorbito, grato, una zuppa di porri, cardi e gobbi, esaltata da un incantevole Gewustraminer. Ho il ricordo ancora vivido di ravioli di ricotta di siero di latte alle erbe con fonduta di grana padano, mangiati in cucina, perché le due sale erano stracolme per un banchetto , di una sapidità antica. E di una cassoeula, o se preferite di un bottaggio, il mio piatto preferito cucinato da uno dei cuochi per la brigata, che mi ha coccolato lo stomaco per tutto il pomeriggio.
Quando Valentino mi ha mostrato i ricettari di Bergese mi sono commosso.
Era come se mi fosse capitato tra le mani un inedito di Flaiano o di Capote. O dei disegni inediti di Fellini.
Ho imparato molto in quei mesi e le storie di Valentino sono tra le più belle che ho mai sentito sul mondo della ristorazione.
Ho amato il Bourdain di Kitchen Confidential, ma se Valentino raccontasse il suo apprendistato da Madame Point, dagli Haeberlin, da Vergè e dai Troisgros, il suo Bergese segreto e le sue esperienze newyorchesi coi suoi cuochi che gli arrivavano in cucina vestiti da marines, ci troveremmo per le mani un libro a dir poco sensazionale!
Io provo a raccontare altri coriandoli del San Domenico, ma Monsieur Morini grazie ancora per la tua audacia, Fitzcarraldo di Romagna, e un Natale sereno come meriti….
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