QUEL PLATINI INDIGESTO! ( by Cairoli )
Ci fu un tempo in cui tifavo Juve.
Tardelliano convinto e incantato da Platini che con Crujff ho trovato persino superiore a Maradona. Il capolavoro di Platini furono gli europei dell’ottantaquattro, otto gol in cinque partite con due triplette e una doppietta, una libido che non si può raccontare, bisognava essere lì, come quando cadde il Muro. Io quel francese lo adoravo. Ma un giorno ebbi la sventura di incontrarlo. Non si dovrebbero mai incontrare i propri eroi ; dovrebbero vietartelo per legge.
L’occasione fu il galà d’inaugurazione della Cinq, la tivù francese di Berlusconi. Le Roi arrivò negli studi di Cologno Monzese nel tardo pomeriggio con un bel completo di Versace grigio metallizzato. La Juve, poche ore prima, e a sorpresa, era stata eliminata dal Como in Coppa Italia. Lui non aveva giocato ma era di pessimo umore. Ero eccitato dall’idea di incontrarlo. Avevo scritto per lui un piccolo sketch nel quale Platini salutava la neonata ‘La Cinq’ un piccolo sketch, sì, ma che mi era costato quasi una notte insonne, perché volevo fosse all’altezza di cotanto campione. Ma quando fummo soli in camerino mi trattò come si tratta la serva che ha rovesciato la minestra. Gettò via il copione senza nemmeno degnarlo di uno sguardo e mi chiese a bruciapelo " Cosa mi dai per fare questa merda? ". Impallidì e balbettai – non perché mi mancasse il coraggio, ma per la delusione che si stava impadronendo di me. Di colpo, le due triplette dell’europeo persero ogni magia, i tre palloni d’oro si sgonfiarono, dinanzi alla tracotanza di quell’uomo, alla sua maleducazione, e quel che era più inammissibile, alla sua insensibilità. Non tentai nemmeno di difendermi o di difendere quello che avevo scritto. Tacqui sull’impegno che ci avevo messo, sulla notte che mi ero giocato. Francamente non mi interessava più. Arrivò Berlusconi, raggiante. Platini su di lui aveva l’effetto di un afrodisiaco. Se scrivo che lo ‘corteggiò’ mi credete? Era palese che lo desiderasse nel suo Milan, ma Platini con Berlusconi fu altrettanto scostante come lo era stato con me. Solo meno volgare. Mentre lo truccavano, Berlusconi gli chiese di mettersi in smoking . Platini non lo ascoltò. Ogni tanto un personaggio famoso rimane intrappolato in qualcosa che lo imbarazza o che lo disgusta – un camorrista che lo invita al banchetto della prima comunione della figlia, ad esempio . Così Platini quella volta. Sempre attento a dove metteva le mani, sempre sul chi vive quando si rivolgevano a lui, come se le parole in quegli studi potessero macchiare la sua reputazione. L’unica che non si fece intimidire dal Re fu Amanda Lear. Stavamo camminando nei corridoi, lei uscì dal suo camerino con un body attillato, un cappello enorme tipo ‘corse ad Ascot’ e tacchi a spillo altissimi su cui ondeggiava languidamente. Lanciò a Platini la più torrida delle occhiate e gli disse una cosa così sfrontata, ma così sfrontata, che al ricordo rido ancora e di gusto. Platini non rispose. Si limitò a storcere un labbro, mentre lei si allontanava sculettando, birichina…



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Scritto da CEO, il 18 Novembre, 2006 at 19:58
contattato l’autore..nessun problema….
Scritto da liloniadriano, il 19 Novembre, 2006 at 14:10