annuncio con sommo piacere che l’amico(fraterno) Cairoli Lorenzo abbia trovato giusta collocazione, per la validita’ del suo “modus scribendi”(il mio latino non lacustre ma lacunare
:-O) )
collaboratore anche dell’Arena di Verona!
(more…)
annuncio con sommo piacere che l’amico(fraterno) Cairoli Lorenzo abbia trovato giusta collocazione, per la validita’ del suo “modus scribendi”(il mio latino non lacustre ma lacunare
:-O) )
collaboratore anche dell’Arena di Verona!
(more…)
Cristoforo Campanardi
Altro che uomini contro!
(more…)
Nel 1988 uno sciopero selvaggio mise in ginocchio i networks televisivi e il cinema americano. Scioperarono gli autori ; lo fecero in modo compatto, lo fecero per mesi. Per Hollywood fu peggio dell’uragano Katrina, mentre i televisivi diedero fondo a tutte le scorte per riempire i palinsesti.
Uno sciopero in America non è come da noi un sasso gettato in uno stagno. E’ ira canalizzata con sorprendente razionalità. Gli studios erano deserti. Figuranti, stelline, segretarie di agenti, stunt-man depressi si pagavano la pigione sudando nei ristoranti di Westwood. A me, ad esempio, in un greco di Melrose capitò di vedermi servita una moussaka dal pistolero più carogna de ‘ Lo Straniero senza nome".
Al room-service del Bonaventure Hotel lavorava uno dei secondini di Papillon e una delle vittime del primo Squalo, mentre il pistolero albino del ‘L’uomo dai sette capestri" era in prova come barman al Chateau Marmont.
Tutto molto funny. In verità, una tragedia. Sentite cosa mi successe…
31 GENNAIO ore 20….presentazione dei prodotti dell’azienda con alcuni responsabili, che spiegheranno l’impegno ed i progetti dell’associazione.
(more…)

(Lorenzo Cairoli ) Vorrei condividere con alcuni di voi una piccola grande gioia vissuta ieri. Ho iniziato a collaborare con uno dei due quotidiani di Brescia - Brescia Oggi - dello stesso gruppo editoriale de ‘L’Arena’ di Verona, de ‘Il Gazzettino’ di Vicenza e della casa editrice ‘Neri&Pozza’ . Il mio primo pezzo - indovinate un po’ ? - un pezzo di gola : il ritratto di una cuoca, Patrizia Podetti, per la quale provai fin dalla prima cena un sincero incantamento. Di più, una Babette delle paste ripiene. Per uno che da bimbo seguiva i suoi genitori andare in pellegrinaggio a Valeggio, la Nashville del tortellino, incontrare una cuoca così fu un’epifania. Ma la dura legge del quotidiano mi ha imposto tre cartelle, tre, e in uno spazio così esiguo non avrei potuto raccontare tutto quello che sapevo di Patrizia. Così ho optato per un taglio da racconto, omettendo che il padre di Patrizia progettò, tra il 1994 e il 1998, nei cantieri di Sines ( Portogallo ) il ponte di Storebaelt che collega la Danimarca alla Svezia. Patrizia rimase a lungo a fianco di suo padre, e nei ritagli di tempo, curiosava nei mercati, estorceva malizie alle cuoche di Sines, le osservava cucinare anitre e selvaggina, inventarsi ogni giorno un modo nuovo di portare il baccalà in tavola e oggi, molti dei suoi piatti, risentono di questo suo soggiorno a Sines, di questo strabiliante mix lusitancamuno. Basta pensare ai suoi ravioli con farcia al baccalà, verdi, verdissimi, perchè nella pasta trovano asilo i broccoli che Patrizia porta in tavola tempestati di grani di pepe rosa. Quando cali la forchetta ti sembra di affondarla nella bandiera portoghese. Ravioli divini frutto di un magistero che nei suoi casoncelli, poi, tocca il picco più alto. Bè, mi ha fatto piacere vedere qui a Gavardo come il pezzo sia stato letto e apprezzato, fin da quando, la mattina, mi sono affacciato nell’edicola, sorprendendo l’edicolante che lo commentava con due anziane signore. Dirò una cosa forse banale, vi sembrerò ingenuo, ma gli occhi della ragazza della tintoria, del signor Gino il titolare dell’Hotel Corona, della sua barista, dell’Enrico, il mio pusher di bagos, del parroco, della fioraia, dei proprietari dell’American Bar, della sarta che mi ha fatto l’orlo dei pantaloni brillavano di una luce inedita, come se mi vedessero, ora, per la prima volta. E c’era un rispetto, un affetto che mi ha accompagnato per tutta la giornata. Come una dolcissima carezza.
Riporto il pezzo integrale :
un po’ di risate fa buon sangue!…oggi alle 14 su radio due…
:-O)
(more…)
Sesto piano del Grand Hotel Parco dei Principi a Roma.
La stanza è la 615 ; dalla luce che irride la censura delle tende, allagandomi la stanza con sfrontata anarchia, potrei scommettere che sono le sette.
Scendo dal letto con la disinvoltura di un palombaro, incespico nelle ciabatte,
mi avvicino al terrazzo con un grugnito, scosto le tende e il colpo d’occhio che si apre dinanzi a me mi lascia senza fiato : malioso come un assolo di sax di Ornette Coleman, leggendario come Billie Holiday che canta in una piccola sala fumosa di Folsom Street , mitico come l’aurora boreale che tutti sogniamo di vedere in partenza per il circolo polare artico, ma che al ritorno nessuno di noi è in grado di raccontare. Quello che vedo da quassù mi fa viaggiare indietro nel tempo di venticinque anni

giovedi’ 23 novembre prima serata con: Giulio Perugini gourmet appassionato di grandi vini…. in cucina lui per un ristretto gruppo di amici in sala una scelta di grandi riesling tedeschi abbinati al suo menu’