IL CONTADINO PERDUTO
Per questione di nascita e di infanzia, ho vissuto sempre immerso in questo atavico mondo, il campo con le viti di schiava e groppello, le galline che razzolavano fra le zolle di terra in cerca di lombrichi, la scrofa libera sotto i castani e le querce, la pulizia col rastrello sotto le piante per raccogliere le castagne ed il "falet"(le foglie che si usavano da mettere nel porcile per fare da letto ai maiali) la ricerca dei funghi in ottobre,io che andavo dalla siura maria a farmi mungere direttamente il latte, la giornata in cui si faceva il salame col norcino del paese,i conigli liberi sotto le robinie nel recinto vicino allo stagno dove si andava a vedere i girini…..ah dolce tristezza di un mondo veramente perduto…. si potra’ rivivere la favola dei miei innocenti occhi da ragazzino campestre?
Ci sono ancora angoli di mondo fermo a questo?…..si’ se potete andate a vedere la Valvestino prima che scappino anche gli ultimi abitanti….una delle valli piu’ magiche dell’intero territorio bresciano,innestata fra l’alto Garda e la valle del lago di Idro…..terra del formaggio tombea.



sto organizzando una tre giorni in quel della valle….
chi si vuole associare mi spedisca pure un e,mail
Scritto da liloni adriano, il 6 Marzo, 2006 at 13:24
Carissimo Adriano, benvenuto nel mondo del blog ! E sono contento che avvenga proprio su questa piattaforma dell’amico Antonio Tombolini !
Un forte abbraccio e a presto (ti porterò a pranzo, beh, non ti dico niente, non voglio rovinarti la sorpresa !)
Franco
Scritto da Franco Ziliani, il 6 Marzo, 2006 at 13:28
grazie franco…manco fossi una bella donna….
comunque la mia ricerca continua….domani in vallecamonica a Darfo e poi la settimana entrante in vallesabbia e precisamente sopra Idro alla ricerca dei norcini piu’ vecchi della valle…
Scritto da liloni adriano, il 6 Marzo, 2006 at 14:27
> si potra’ rivivere la favola dei miei innocenti occhi da ragazzino campestre?
Già parlandone si ravviva il ricordo, ma soprattutto dipenderà da noi difendere quello che rimane di questo mondo, ma sono ottimista, più si peggiora, più cresce la voglia di reagire :-))
Ciao,
max
Scritto da Massimiliano Cochetti, il 7 Marzo, 2006 at 10:29
continuando coi ricordi…che molti di voi non potranno per questione logistica di nascita e formazione ricordare…..
La nascita dei maialini…..
ricordo notti insonni(quando ancora ero scolare) perche’ mio padre saliva ad accudire la scrofa che stava partorendo(la buona riuscita del parto garantiva materia prima per tutto l’anno)
una volta assistei mio padre con una scrofa che nell’ultimo periodo ebbe la febbre …..alla nascita mio padre per aiutarla si premuro’ di pulirli dalla placenta e reintrodurli nel porcilaio per farli “tettare” ebbene dopo cinque minuti vidi la scrofa che inizio’ a divorare i piccoli…mio padre nel vedere cio’ intervenne con un manico di vanga per recuperare i sopravissuti, la scrofa si giro’ fulminea e con un morso, sfiorando la gamba di mio padre trancio’ di netto il manico di legno….dovette rassegnarsi….lascio passare circa un mese, chiamo’ il veterinario e poi fece uccidere la scrofa…..
viste da fuori sembrano storie truci, ma stiamo parlando degli anni sessanta, la vita nelle mie zone era ancora rurale, e legata a strani archetipi e cicli naturali….
continua :-0))
Scritto da liloni adriano, il 8 Marzo, 2006 at 01:23
Mi sembra una bella iniziativa. Anche nella mia mente bacata sono spesso balenate, in età giovanile, immagini di cooperative destrutturate di autoconsumo per superare i problemi della disoccupazione e della incapacità di soddisfare i bisogni primari di vaste fasce di popolazione che non è accolta nel circuito selettivo della specializzazione del lavoro (faccio una cosa sola, esempio coltivo patate, il cui prodotto non mi basta per vivere, guadagno denaro e con quello compro tutto quello che non sono patate).
Studiando economia si capisce che in realtà non è così facile come sembra, ma se si trova un raccordo fra queste strutture non-mediate di assortimento di un paniere di beni primoridale e la capacità di interagire in qualche maniera con il mercato, ci possono essere dei modelli di sviluppo interessanti, certo più umili ma forse più solidi e stabili di quelli costruiti sul mercato globale totale che viviamo oggi e che vivremo sempre più in futuro.
poi c’è il plus importante del rapporto diretto con la terra, con le piante e con gli animali, e non ultima la possibilità di riformare la relazione concettuale dell’uomo con questi fattori naturali, e quindi anche dei rapporti fra uomini.
Insomma, ci si butta a pesce nel magma irrequieto della vita, oltre la sterilizzazione della vita proceduralizzata dei conglomerati urbani alimentati dai centri commerciali.
C’è da pensare molto, e da sentirsi vivi, come risultato ultimo. Dico bene?
Scritto da Rossano, il 8 Marzo, 2006 at 12:18
Dici bene rossano!
se verrai a trovarmi fra un mese ti faro’ vedere il piccolo fondo che sto risistemando,
Una piccola serra che sto costruendo per le erbe aromatiche, il serraglio per i volatili…..
Per me e’ un tuffo indietro di 35 anni….
Scritto da liloni adriano, il 9 Marzo, 2006 at 13:48
ODE ALLA TERRA
Il ritorno alla terra non e’ una moda….e’ un processo evolutivo intimo collegato ad un imprinting dell’infanzia.
chi e’ nato in campagna torna prima o poi alla terra alla sua terra….
il profumo della rugiada mattutina, si’ si tratta di profumo, fresco di muschio , quel chiaro magico che sottintende al nuovo giorno, il bisogno fisiologico di adagiarsi sotto ad una pianta(adoro la quercia) e respirare a pieni polmoni l’aria positiva e ristoratrice che dona la natura, adoro le dolci curve delle montagne che han partorito la mia sensibilita’, non vorrei abitare in nessun altro posto, la mia terra mi culla come una atavica amorevole madre,
lavorarla e’ duro, ma gratifica, il ritorno in tranquillita’ e simbiosi del mio corpo, e’ impagabile.
stamattina ho accarezzato le foglie al salice decennale ho camminato togliendomi i zoccoli sull’erba, erano le 5.20 non avevo ancora dormito, mi son messo a letto ed ho dormito 4 ore…..mi son svegliato con una grande energia.
ora, adesso mi ritengo uno dei pochi fortunati, che possono aprire le proprie sensazioni a questa meravigliosa terra,,,,,
Scritto da liloni adriano, il 10 Marzo, 2006 at 15:47
non ho la capacita’ narrativa dell’amico Cairoli, non ho la forza dei 30 anni di Franco o Nicola, ma quando nuove idee e progetti mi girano nella stanza dei giochi (il mio cervello) preoccupatevi o blandi fruitori della quotidiana vita!…
sono in questo periodo come una macchina da corsa col freno a mano tirato ……la primavera incalza, portando maggior luce e calore, l’istinto basico alla vita riprende i giri, prospettando variopinti fuochi creativi, e giochi pindarici che svaniscono lasciando spazio ad una diretta caleidoscopica realta’…..
non solo parole nel vento (che gia’ ammaliano,se dette in poetici versi) ma concreta voglia di vitale positiva creazione.
a presto…..
Scritto da liloni adriano, il 14 Marzo, 2006 at 23:37
bene!..ragazzi e’ giunto il momento…..la primavera si presenta gravida di cose mooolto interessanti!…..appena imparo a mettere le foto vi faro’ vedere cosa combina il nano della valle!….
la serra degli aromi…..il piccolo recinto per i maialini…e sempre in zona ripopolamento con specie ittiche autoctone….naturalmente non vi dico dove..senno’….:-O)
Scritto da liloni adriano, il 1 Aprile, 2006 at 02:22
Non sempre si puo’ coordinare i tempi invece della primavera si realizza tutto in autunno…colori vividi della natura in letargo…..
domani si inizia.
Scritto da liloniadriano, il 29 Novembre, 2006 at 02:49