CORSO DI SCENEGGIATURA
"IL FIORE NEL DESERTO" Un progetto umano e non ambizioso di sceneggiatura diretto da Lorenzo Cairoli, un progetto unico nel suo genere sul Garda. Una collezione finale di sceneggiature scritte dai partecipanti al corso. da inizio maggio tutti i martedi’, Perche’ fiore nel deserto? Semplice per combattere la "piattitudine" imperante, per risvegliare le menti dei giovani, per ridare vita a sogni interiori, un colpo di colore, un guizzo di vita solare.
per informazioni: LORENZO CAIROLI : lorenzocairoli@hotmail.com LILONI ADRIANO: trattoriapegaso@libero.it "nessuno guarda le sponde del lago d’inverno/ grigio/ sembra un vecchio serpente morto/ ed io vitale in questo letargo/ mi risveglio e corro/ a richiamare fantasmi estivi/ a cui gli altri son sordi/ nella loro apatia/ e vedono solo che essenziali cose/ mentre io vado oltre/ queste tristi apparenze/ la fantasia/ e’ l’arma degli illusi/ ed e’ molto potente/ colpisce di punta/ e colora di rosso il grigio/ per questo io vivo/ mentre prendo una testa/ lasciata a marcire nella malinconia/ e la bacio/ ridandole vita/ principe grigio nei suoi timori/ che rida’ parola ai desideri/ realta’ improbabile/ eppur cosi palpabile.



Adriano, chapeau!. Mi piace molto il nome che hai trovato. Suona bene, si legge anche meglio. Tanto più che le storie non hanno passaporto. Avvengono e basta. Hanno l’odore buono dei bimbi che si svegliano la mattina e il peso specifico delle fate.
Mi piacerebbe molto insegnare come far avvenire questo prodigio.
Scritto da lorenzo cairoli, il 28 Marzo, 2006 at 11:16
a te Lorenzo, non ci vuole nulla….
il tuo essere la tua anima sono gia’ un passaporto sicuro per una confortante umanita’
Scritto da liloni adriano, il 28 Marzo, 2006 at 22:23
Due o tre cose su questa scuola.
All’inizio degli anni ottanta collaborai alla sceneggiatura di uno dei film più belli di Scola, a mio avviso il suo capolavoro, ‘Ballando Ballando ‘.
Durante una pausa confidai a Ettore che Roma pullulava di scuole di sceneggiatura. Piccole, medie, grandi, racchie, dall’Esquilino arrivando a Ciampino.
” E chi insegna in queste scuole ? Chi ? ” - mi chiese Ettore curioso.
” Là un certo Tritapepe…a via Palmiro Togliatti, un certo D’amico…. ”
” Parente di Suso ? ”
” No…è un’operatore sociale del Comune di Roma…mesi fa,si occupava degli artisti di strada…”
” E che c’entra con la sceneggiatura ? ” - mi chiese Scola allibito.
Nulla. Come Tritapepe, Scartezzini, Cefarelli, e tutti quei sedicenti sceneggiatori che aprivano scuole negli umidi scantinati della periferia, senza aver mai scritto un rigo di sceneggiatura se non nella loro fervida immaginazione.
Il guaio era che molte di queste scuole esigevano rette da campus americani e a fine corso assicuravano agli studenti un lavoro sicuro.
” Niente paura, siamo introdotti. Se chiamiamo Gillo ( Pontecorvo ), Gillo si fa in quattro per noi. Nanni ( Moretti ) figuriamoci, lo abbiamo lanciato noi! Carlo (Lizzani), Mario ( Monicelli) e Francesco (Rosi) saranno sempre a disposizione per leggere i vostri copioni e alla Centauruss Film e alla Izmir Production vi possiamo piazzare in qualche fiction. Guadagni assicurati ! ”
Scola si incazzò moltissimo. In un panorama asfittico dove persino lui faticava a lavorare questi sedicenti WannaMarchi della sceneggiatura lucravano sull’entusiamo dei giovani per alleggerire le tasche dei loro genitori.
Di comune accordo con Ettore, finsi di essere un principiante; scrivevo alle scuole e ottenevo colloqui. Poi riferivo tutto a Scola. Nel giro di un paio di mesi smascherammo una decina di sedicenti che per un po’ chiusero le loro scuole-tagliole.
Preambolo per dire che spesso, ancora oggi, e non di rado in provincia, c’è sempre qualcuno che millanta carriere e conoscenze, aiutato da un alone romano, ma tutto ciò non serve. Se non a loro.
Io ho alle spalle 26 anni di malefatte per il piccolo e per il grande schermo.
So che non si può insegnare nulla se non si ha esperienza. Ci sono manuali di tecnica di sceneggiatura che fanno sembrare questo mestiere facile facile, quasi una cazzatina. E invece no. Lo sceneggiatore prima gira intorno a un’idea che ha le sembianze del baco, l’idea diventa bozzolo dopo quattro mute ( soggetto- scaletta-scalettone trattamento ) e finalmente si approda alla seta della sceneggiatura.
Io questo voglio raccontare, attraverso le mie esperienze, i miei ricordi, i miei successi e miei insuccessi.
Perchè anche voi riusciate a fare di un baco, una seta preziosa e frusciante…
Scritto da lorenzo cairoli, il 4 Aprile, 2006 at 10:38
bene i presupposti per fare un piccolo gioeillo ci sono tutti mi affido alla tua professionale competenza unita alla tua fantasia sognatrice….ora aspettiamo le adesioni….
Scritto da liloni adriano, il 5 Aprile, 2006 at 08:37
Mi piacerebbe che chi fosse interessato alla scuola mi scrivesse una lettera di presentazione : età, studi, letture amate, film visti, sogni nel cassetto, cosa vorrebbe dalla scuola,così da poter fare una scuola su misura per tutti quelli che si iscriveranno.
Come un piccolo ristorante in cui si tiene conto dei problemi del celiaco, dell’appetito del gourmand, del draconiano rifiuto della carne del vegetariano, dei divieti del Kasherut dell’ebreo osservante.
Mi piacerebbe che il fiore nel deserto nascesse in collaborazione con Voi. Mi piace meno, molto meno, pensare a una scuola dove uno sale in cattedra e insegna.
Capire anche, e capire infine, se vi interessa più che vi traghetti verso il cinema o la televisione…
Scritto da lorenzo cairoli, il 7 Aprile, 2006 at 16:38